L'accordo

Carolina , una mia zia acquisita , viveva in un grande e ben arredato appartamento nei pressi dell'università che frequentavo; abitando io fuori città non esitai a chiedere a mia zia se lei fosse stata disposta ad affittarmi una delle sue numerose stanze per consentirmi di frequentare con comodità tutti i giorni l'università. Mia zia in principio non era affatto entusiasta di ospitarmi in casa sua dovendo rinunciare così alla sua privacy , ma sotto la mia insistenza riuscimmo a trovare un accordo. In giugno mi trasferii da lei; mi aveva arredato bene una piccola ma accogliente camera da letto con una grande finestra che dava sul parco, con una spaziosa scrivania per studiare ed un modesto armadio per farmici mettere i vestiti. Quella stanza non era niente male e mi ci trovai subito a mio agio. Il problema più grande che concerneva il mio dividere la casa con Carolina era il fatto che la donna non aveva intenzione di avermi in giro per casa durante il giorno , voleva in poche parole tenermi rinchiuso nella mia camera. Se volevo andare in salotto , o in cucina oppure più semplicemente in terrazza dovevo sottostare all'accordo che avevamo preso: rimpicciolirmi. Andò a finire che tutto il tempo che passavo a casa ero alto appena 2 centimetri in modo da non disturbare mia zia, e l'essere così piccolo rese addirittura la mia compagnia piacevole per Carolina ed eccitante anche per me. Era una calda mattina di luglio , io mi alzai ben riposato , aprii la finestra e respirai a pieni polmoni l'aria profumata d'erba che arrivava dal parco; il sole era già alto e saranno state quindi le 9 di mattina , camminai verso la porta della mia stanza , la aprii e prima di uscirne presi il piccolo raggio laser rimpicciolente per spararmelo addosso come al solito, lo posai sulla scrivania e prima che potessi fare un passo fuori dalla mia stanza mi ritrovai subito piccolissimo sul vasto pavimento bianco. Camminai verso la cucina per fare colazione guardandomi intorno nell'enormità degli spazi che mi circondavano e quando entrai in cucina vidi Carolina seduta che già mangiava sfogliando una rivista di moda poggiata sul tavolo accanto alla tazza; mia zia Carolina è una bella donna sui trent'anni , castana coni capelli fino alla spalla , un bel viso caratterizzato dai suoi occhi penetranti e dall'espressione superba, sarà alta 1.67 (per me quindi è alta circa 200 metri) è magra , con un bel seno e delle belle gambe; in assoluto la parte più bella del suo corpo sono i piedi , un 38 , ben fatti , con le dita lunghe , le unghie sempre smaltate di un rosso acceso , i talloni rotondi e le piante morbide e rosee. Mi avvicinai ai suoi piedi nudi che calzavano solo due ciabatte infradito e da li la chiamai :<< Buon giorno zia! Sono venuto a fare colazione!>> lei guardò in basso , mi vide e mi prese tra le dita della mano mettendomi sul tavolino dove già aveva preparato la mia colazione , io mi andai a servire mentre lei leggendo la rivista mi disse:<
> io annuii e mi misi a radunare la roba su un piatto per poi tornare a mangiare tutto in camera mia nelle dimensioni normali. Mentre trafficavo sul tavolo Carolina decise di rilassarsi e stendendo le gambe poggiò i bei piedi nudi sul tavolo , in breve le mie narici furono pervase dello squisito odore dei piedi di Carolina e mi ci avvicinai trascinando il piatto con la colazione dietro di me; lei mi disse guardandomi vicino ai suoi piedoni:<< hai fatto ?dai che ti porto la roba di là!>> io le dissi :<< un attimo.>> e lei riprese a leggere strusciando tra loro i suoi enormi piedi dai quali io ero completamente dominato. Presi un biscotto da un cesto e lo misi sul piatto , stavo per chiamare Carolina e dirle che ero pronto quando mi soffermai ad ammirare le sue stupende piante dei piedi , lei mi notò, e avvicinò un piede verso di me dicendomi :<< pensi che debba andare dal pedicure?>> Io risposi :<< no zia ! i tuoi piedi sono stupendi !>> lei mi mise la pianta del piede davanti e divaricò le dita roteando un po' il piede e mi disse:<
> io sorrisi e Carolina mi mise le dita del piede sopra e mi disse:<< leccameli come fai tutte le mattine!>> io ero compresso dai suoi morbidi polpastrelli sul duro tavolo , avevo le narici pervase dell'odore di quei piedi e iniziai a leccare quelle dita calde e morbide , leggermente sudate, lei me le strusciava sopra con poca delicatezza fino a mettermi tutto sotto la sua pianta dove mi tenne immobilizzato dicendo col sorriso sulle sue labbra rosse e carnose:<< continua a leccare mentre finisco di leggere la rivista , poi ti proto in camera.>> io obbedii e restai a leccare i piedi di Carolina per almeno una decina di minuti , mi mancava l'aria , poi mia zia alzò il piede ridandomi la libertà e si alzò prendendo il piatto dove mi mise sopra per poi camminare verso la mia stanza , io ero sudato , ma non di sudore mio , quanto del piede della mia gigante zia. La donna mi lasciò in camera e mi disse:<< sbrigati a prepararti e a fare colazione , oggi devi uscire con me .>> io chiesi :<< dove ti devo accompagnare zia ?>> lei mi rispose mentre usciva :<
> io perplesso le dissi :<< ma zia , non pensi che sia pericoloso per me ?>> mia zia sorrise e mi disse:<
> io annuii e lei allora mi prese in mano tenendomi per un braccio e mi disse tenendomi davanti ai suoi occhi :<
> io esitai a rispondere perplesso e Carolina mi disse rimettendomi sui biscotti :<< e poi se non ti va bene ti arrangi , a me serve una donna delle pulizie ora che siamo in due a casa , anche se tu sei solamente un insetto. Sbrigati a prepararti!>> ed uscì dalla camera. Io feci una buona colazione e poi , dato che puzzavo dei piedi di mia zia andai a farmi una veloce doccia , per poi tornare tutto improfumato a vestirmi. Zia mi aspettò davanti la porta , io la raggiunsi ben vestito e dissi :<< andiamo!>> e lei esclamò :<< dove vieni tu così?>> e io confuso ribattei :<< così come ?>> e lei :<< così alto! Vatti a rimpicciolire e poi vieni qui!>> io infastidito dissi :<< perché ?non puoi farmi essere sempre grande come un insetto ed usarmi come tuo schiavetto anche fuori di casa!>> lei innervosita camminò verso la mia camera e ne riuscì veloce con il laser che usò subito su di me rimpicciolendomi , poi si mise sopra di me tenendomi tra i suoi due piedoni nudi a cui calzava dei bei sandali con il tacco alto neri per dirmi :<< adesso volente o nolente vieni così! E non mi rispondere più male! Per me adesso sei solamente un insetto che potrei schiacciare quando voglio!>> io terrorizzato feci un passo indietro dalla gigantessa che divaricò e alzò le dita di un piede dicendomi :<< sdraiati sotto le mie dita dei piedi e andiamo! Non sei degno di stare nella mia borsa!>> io dovetti obbedire , mi sdraiai sulla suola del sandalo e lei posò su di me le sue dita , le mosse un po' per sistemarmi dove non mi avrebbe schiacciato e poi uscì dalla casa; io li sotto pensai tra la puzza dei suoi piedi e il sudore :<< mi ero pure lavato !>>. Arrivati a casa della ragazza , dopo parecchio tempo , (io ero completamente rintontito) , Carolina e la ragazza dalla bella voce presero a parlare , e Carolina continuò a tenermi sotto le sue dita , premuto sulla suola del sandalo; concordarono per lungo tempo , prezzi , orari e molte altre cose ; mentre erano indaffarate a parlare sentii una folata di aria fresca e la luce mi abbagliò , Carolina aveva sbadatamente alzato le dita ed io caddi sul tappeto ai suoi piedi, e a malapena riuscivo ad alzarmi , temevo che Carolina mi schiacciasse , ma lei restò con i piedi fermi. Mi riuscii ad alzare a fatica e cercai di riacquistare la vista ; vidi davanti a me (e quindi davanti a Carolina) due enormi piedi ben fatti con le unghie lunghe e smaltate appartenenti ad una ragazza di colore calzati di due sandali semplici semplici , alzai lo sguardo e vidi delle gambe lunghissime e tornite , poi il viso della ragazza ; poteva essere una modella , era alta , formosa , con un bel viso ; pensai che finire sotto un suo piede non sarebbe stato poi tanto male. Me ne stavo li a contemplare la ragazza di nome Jessy quando sentii Carolina iniziare a parlare di me :<<.come ti dicevo non vivo sola , ma con un mio nipote di 23 anni, come ti ho detto lo tengo sempre rimpicciolito per casa , è un nostro accordo ...>> la ragazza disse :<< si si >> poi Carolina riprese :<< temevo che sbadatamente potesse rimanere schiacciato da lei mentre è intenta a fare le pulizie , in fondo è piccolo 2 centimetri .>> Jessy disse :<< eh , sarebbe brutto.>> allora Carolina disse alzando le dita dove pensava fossi io :<< ecco , l'ho portato , ma dov'è ?>> entrambe guardarono in basso e Jessy mi vide ed esclamò:<< eccolo lì signora , è li in terra , le deve essere caduto dalla borsa .>> mia zia disse :<< no, casomai dal piede .comunque eccolo , Jessy , lui è Paolo!>> io sorrisi e camminai verso la ragazza che mi sorrise a sua volta e mi tese la mano dicendomi :<< piacere!>> io le strinsi l'indice come se fosse una mano, poi la ragazza disse :<< sei piccolissimo! Capisco perché temete che ti possa calpestare ..oddio, sei talmente piccolo che basterebbe un mio dito del piede per schiacciarti !>> zia Carolina continuò :<< appunto per evitare di schiacciarlo , le volevo dire , che preferiremmo che lei per casa caminasse scalza in modo che anche se dovesse posare i piedi su Paolo non lo uccida o lo ferisca.>> io mi sedetti tra gli stupendi piedi di Carolina e di Jessy , respirandone con gusto l'aroma , Jessy rispose :<< per me non è un problema , sono solita camminare a piedi nudi per casa , solo non so se basti camminare scalzi per non ucciderlo.>> Carolina si sfilò un sandalo e si alzò in piedi dicendo :<< guardi !>> io mi coprii la testa con le mani mentre vedevo Carolina , gigantesca sopra di me posarmi il suo piedone sopra , mi pestò senza delicatezza , posando tutto il peso sulla pianta che mi calpestava , io ero terribilmente compresso e senz'aria , ma la pianta morbida non mi uccideva ; Carolina rialzò il piede e disse :<< vede ? un po' di spavento ma non gli succede niente ..provi lei.>> io mi rialzai per prendere fiato , Jessy si alzò a sua volta e si sfilò un sandalo per poi agitare il suo bel piedone sopra la mia testa , disse:<< non ho mai calpestato un uomo come fosse un insetto , è piacevole.>> e mi mise il suo piede sopra , anche lei comprimendomi sul terreno , me lo tenne sopra un po' e poi lo rialzò dicendo :<< tutto bene insetto?eh eh!>> io mi rialzai rintontito e feci cenno di si , poi la mano di Carolina mi sollevò per le gambe ; << quindi siamo d'accordo signorina Jessy .>> le due si salutarono e Jessy mi disse chinandosi verso di me e la mano di Carolina :<< ciao piccoletto .come ti chiami ?.ah Paolo! Scusami per averti calpestato , niente di personale, ciao!>> e ce ne tornammo a casa. Quella sera io e zia ci mettemmo a guardare la tv , lei stava seduta sul divano con i piedi nudi incrociati sul soffice poggia piedi dove mi aveva costretto a stare con alle mie spalle le belle e giganti piante dei suoi piedi odorosi. Il programma non mi interessava e mi persi tra mille pensieri; poggiandomi col la schiena sul carnoso tallone di mia zia ripensai a Jessy , al suo bel viso , al suo corpo e al suo piede che mi aveva calpestato; mi resi conto che tutte queste continue sottomissioni iniziarono a presentarsi nella mia vita proprio da quando Carolina mi costringeva ad essere perennemente rimpicciolito, prima non ero nemmeno interessato, seppur ne ero attratto, a leccare i piedi di una donna, invece da un mese a questa parte stavo diventando quasi masochista a causa del mio dover abituarmi a vivere come un insetto per casa di mia zia Carolina. Era più di un mese che avevo perennemente il forte aroma dei piedi di mia zia nelle narici , che ero calpestato da lei , che ero costretto a sottomettermi completamente a lei ; mia zia aveva iniziato per gioco mettendomi un piede sopra il secondo giorno che vivevo da lei , ma ormai era abituata a vedere in me il suo piccolo schiavetto che poteva usare per divertirsi come più le piaceva. Ormai il mio stare sempre ai suoi piedi era divenuta routine e devo ammetterlo iniziavo a prenderci gusto. Chiariti i miei confusi pensieri nella testa mi voltai verso il tallone di mia zia ed iniziai a leccarlo per dimostrare a me stesso che quel mio modo di vivere mi piaceva, mia zia disse sospirando di piacere dopo due mie leccate "uh! Grazie Paolo, te lo stavo per chiedere di leccarmi un po' i piedi , mi piace troppo come li lecchi con quella tua linguetta!" mi sentii compiaciuto dal "grazie" di mia zia , e continuai a leccarle il tallone iniziandomici a strusciare ; leccai fin quando la mia lingua fu secca , allora Carolina , per ringraziarmi del servizietto che le avevo fatto mi disse:<< ti sei fatto perdonare il comportamento di oggi, adesso per premio ti accarezzerò con le mie dita dei piedi che ti fanno impazzire e poi se vorrò mi ti infilerò dentro le mutande.eh eh!>> sorrise eccitata , alzò un piede per poi posarlo su di me , mi mise sotto il suo alluce e il suo secondo dito e mi iniziò ad accarezzare strusciandomelo su e giù su tutto il corpo , io mi tirai fuori il pisello, e lei ancora più eccitata iniziò a strusciare l'enorme alluce soprattutto sopra di esso, con una delicatezza che con me non aveva mai usato; io ero attizzatissimo e confuso, Carolina d'un tratto mi premette sopra le sue ditone tastandomi con piacere e poi levò il piede da sopra di me , io la guardai , lei disse:<< hai un bel pisellone!>> e rise , poi si alzò mi prese nella mano e mi infilò nelle sue mutande , infilandomi tra i peli odorosi della sua vagina, dicendomi :<< divertiti ,e sappi che sta notte dormirai lì.>> io eccitatissimo mi strusciai sul suo pelo sentendo i sospiri continui di piacere di Carolina che inisiava a bagnarsi, mi insinuai più in basso e mi misi a leccare le labbra dell'enorme vaginona di Carolina , mentre il succo del suo piacere mi bagnava completamente ; stavo li a leccare quando lei con un dito da fuori mi spinse dentro fino alle cosce e si mise a sospirare come una troia, ed io in quella posizione dopo poco venni , però sulla seta delle mutandine della mia bellissima padrona.

 

(continua) by little

 

 

 

STORIE IN ITALIANO

1 Alessandra
2 L'accordo
3 Il cercatore
4 Sogno (new)




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