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(un ringraziamento particolare a Littleman) ALESSANDRA Sto
effettuando un esperimento in laboratorio con un macchina miniaturizzatrice
per la prima volta su un uomo, me stesso, un ragazzo di 25 anni, ma
sono solo poichè la mia assistente non c'è, e devo fare tutto da me.
Decido allora di rimpicciolirmi solo un pochino, benchè la macchina
possa ridurmi alle dimensioni di un insetto, in modo tale da poter riattivare
da solo il computer per ritornare alla mia grandezza naturale di 178
cm. Il rimpicciolimento, infatti è permanente, e non è possibile recuperare
spontaneamente le dimensioni iniziali. Un metro sarà la mia nuova altezza.
Imposto "1" sul display tutto emozionato e mi metto davanti al rimpicciolitore.
Attivo il sistema. 3, 2 ,1 ... un bagliore mi accieca. Riapro gli occhi
per vedere il risultato, ma c'è qualcosa di strano. Dove mi trovo? Mi
guardo intorno e vedo una stanza enorme con un tavolo alto come un palazzo.
Oddio !!! quando ho impostato "1" non mi sono ricordato che la volta
precedente avevo modificato le unità di misura: SONO ALTO 1 CENTIMETRO!
Il terrore mi assale: sono piccolo come un insetto e non posso tornare
come prima senza l'aiuto di qualcuno, ma nessuno sa quello che mi è
successo. Devo mantenere la calma. Quando arriverà Alessandra la mia
assistente vedrà il computer acceso e il sistema attivato con le impostazioni
e capirà. All'improvviso la luce si spegne. Che succede? Si riaccende.
Anche il computer con un BIP si riaccende. C'è stato un breve black
out. Dopo un attimo realizzo: il computer si è resettato, le impostazioni
sono state cancellate. Alessandra non potrà più vederle. Sono rovinato.
Ad un tratto sento aprirsi la porta di ingresso e un rumore tuonante
dal corridoio si avvicina facendo vibrare sempre più il pavimento, finchè
sulla porta del laboratorio compare un gigante enorme. È Alessandra.
Sono terrorizzato: Alessandra è una ragazza di 19 anni molto carina,
bionda coi capelli alle spalle e gli occhi castani. Vista dal mio punto
di vista appare una gigantessa immensa. Indossa una camicietta rosa
e una minigonna nera. Le sue gambe sono altissime e nude e ai piedi
calza dei meravigliosi sandali aperti piuttosto "vissuti" con un tacco
che sarà alto 5 volte più di me. Fa molto caldo oggi ed è tutta sudata.
Viene avanti verso di me ignara della mia presenza sul pavimento che
sta per calpestare. Non può neanche immaginare che io sono lì tra i
suoi piedi. Non ho mai avuto tanta paura in vita mia. Inizio a saltare
agitando le braccia urlando con tutta la voce che ho in gola, ma sono
troppo piccolo per essere udito e notato. La gigantessa è sempre più
vicina, inizio a correre nella speranza di trovare un riparo sotto cui
nascondermi per non essere schiacciato, ma la stanza è troppo grande
per me. Alessandra mi è addosso: il suo piede sinistro piomba pesantemente
a due cm (reali) da me, il pavimento trema violentemente e l'odore del
suo piede mi avvolge intensissimo. Deve aver camminato molto l'odore
del sudore del suo piede è veramente acre. Le sue dita sono enormi:
il dito più piccolo è grosso come me, forse di più. Le sue unghie sono
smaltate di azzurro. Vedo il tallone sollevarsi leggermente dalla scarpa,
seguito dal tacco l'imponente pianta si alza, le dita si incurvano.
Il suo peso è immenso rispetto a me. Non oso neanche immaginare cosa
proverei se mi calpestasse. Alessandra non peserà più di 47 Kg ed è
alta 160 cm, ma dal momento che io peserò sì e no 1 grammo è come se
pesasse 3000 tonnellate e fosse alta più di 200 metri. La suola del
suo sandalo nel punto in cui lei poggia le dita mi arriva alla vita.
Alla paura si associa lo sconforto e la disperazione: sono un essere
insignificante per lei, niente altro che un minuscolo insetto sul pavimento
destinato ad essere schiacciato da un momento all'altro. Alessandra
continua a camminare ignara di tutto, chiamandomi: "MARCO, MARCO" .
La sua voce è un tuono. "QUEL CRETINO SE N'E' ANDATO E HA LASCIATO TUTTO
ACCESO". Ultimamente Alessandra ed io litighiamo spesso, perché io la
tratto sempre male, con sufficienza anche davanti agli altri, facendole
fare la figura della scema e lei non aspetta altro che di potermi rendere
pan per focaccia. Mentre Alessandra spegne tutto io penso ad una soluzione,
ma all'improvviso una piccola mosca si avvicina a lei ronzandole vicino
all'orecchio. "MALEDETTI INSETTI, VI SCHIACCEREI TUTTI !". Il sangue
mi si raggela. Avevo dimenticato che Alessandra odia a morte gli insetti
ed è solita schiacciarli senza pietà quasi godendo del suo potere mentre
li calpesta stritolandoli. Anch'io adesso sono alla sua mercé: piccolo
come sono potrebbe facilmente scambiarmi per un insetto e schiacciarmi.
Comincio a correre per cercare rifugio sotto un armadio ma il pavimento
bianco mi tradisce. Con un occhiata la gigantessa scorge qualcosa muoversi
sul pavimento. "CHE SCHIFO UN ALTRO INSETTO". Il pavimento trema sotto
i suo passi, io corro con tutta la forza che ho, l'armadio è vicino,
ma lei mi è addosso, vuole schiacciarmi. "Noooooo Alessandra pietà sono
io non sono un insetto, non calpestarmi" urlo io inutilmente. Alessandra
alza il piede, sono spacciato, la sua gigantesca suola sporca mi sovrasta.
Mi vedo già ridotto ad una poltiglia su pavimento e appiccicato alla
sua suola, ma con un salto mi getto sotto l'armadio dietro alla gamba
del mobile, scampando per un pelo al suo piede che con un boato si abbatte
sul pavimento facendolo tremare violentemente. Ho il cuore che mi salta
in gola. Alessandra alza la scarpa per cercare i resti maciullati della
sua povera vittima, ma accorgendosi di non essere riuscita a schiacciarmi
inizia a pestare alla cieca sotto il mobile, muovendo il piede. "TI
STANERO' CON LA SCOPA". Ad un tratto scorgo la mia salvezza, o forse
la mia dannazione. Un paio di enormi scarpe nere chiuse da donna col
tacco alto e grosso dall'aria molto usata. Ho capito dove mi trovo:
sono sotto l'armadietto di Alessandra e siccome stasera va a ballare
subito dopo il lavoro, si è portata le scarpe qui. Saranno il mio rifugio
dalla scopa. Mi arrampico e mi butto dentro appena in tempo per evitare
l'enorme scopa. Alessandra urta le scarpe con la scopa e decide che
è ora di andare. "CHI SE NE FREGA. PRIMA O POI MI VERRAI DI NUOVO TRA
I PIEDI.". Passato un po' lo spavento mi guardo intorno. La soletta
interna della scarpa è molto consunta e un forte odore di sudore mi
circonda provenendo soprattutto dalle zone su cui Alessandra poggia
il tallone e le dita. In quest'ultima parte si possono chiaramente vedere
le impronte lasciate dalle dita sudate contornate da residui odorosi
di pelle macerata inzuppata di sudore. È venuto il momento di uscire,
ma solo adesso mi rendo conto che il bordo della scarpa è troppo alto.
Sono intrappolato. Il terrore mi assale nuovamente. La gigantesca ragazza
sta per andare a ballare e io sono imprigionato nella sua scarpa. Improvvisamente
il terremoto: Alessandra sta prendendo le scarpe. Cado sul fondo della
soletta mentre tutto viene scosso violentemente. Ora la gigantessa si
siede e poggia le scarpe a terra. Dall'apertura della scarpa riesco
a vederla: è enorme e bellissima. Io sono spaventatissimo. La vedo incrociare
le gambe, sollevare il piede destro e slacciarsi il sandalo. Il suo
piede nudo è sudatissimo. Ora lo vedo scendere verso di me. Non ho scampo,
l'unica speranza e cercare rifugio tra le dita gigantesche della ragazza
evitando i punti d'appoggio del piede. Una pressione incredibile mi
investe e mi ritrovo incastrato sotto l'arcata del 4° e 5° dito. La
puzza del suo piede è indescrivibile, e pensare che aveva i sandali
aperti, chissà ora con le scarpe chiuse. Le mie piccole dimensioni e
la mancanza d'aria rendono la puzza mille volte più intensa per il mio
naso. Ad un tratto la pressione aumenta ancora: credo di morire, Alessandra
si sta alzando in piedi e comincia a camminare "AHHHHH" urlo di dolore,
mi ha schiacciato la mano e il mio intero corpo sta per essere stritolato.
Urlando la mia bocca aperta si riempe di sudore (come se mi avessero
versato un boccale pieno in bocca) e il movimento del piede mi obbliga
a ingoiarlo. Non dimenticherò mai quel sapore terribile: acre, salato,
acidulo; la mia lingua sta assaporando un gusto uguale a quella terribile
puzza di piedi. Alessandra si sta prendendo la vendetta su di me con
tutti gli interessi e, ironia della sorte, non se ne sta neppure accorgendo.
La ragazza continua a camminare e io per il dolore perdo i sensi. Mi
risveglio dopo non so quanto destato da una musica assordante e da una
ventata fresca. Siamo in discoteca e Alessandra si è sfilata leggermente
la scarpa per dare sollievo al piede stanco e accaldato. Dall'apertura
della scarpa riesco a scorgere altre enormi gambe femminili. Continuo
a non avere via di scampo, ma è il momento buono per cercare una posizione
migliore. Dolorante e fradicio di sudore mi riesco ad infilare tra l'alluce
e il secondo dito, appena in tempo. Alessandra infila di nuovo il piede
e torna a ballare. Questa agonia dura ancora due ore, ma qui il dolore
è meno intenso, finché la gigantessa si accorge di avere un "sassolino"
nella scarpa e comincia a giocare con me con le dita. Ogni flessione
delle sue dita penso che sia la mia fine, il mio piccolo corpo è stritolato
da una forza indescrivibile. Alla fine la mia ignara calpestatrice arriva
a casa, si siede sul letto e sfila il piede dalla scarpa alla ricerca
del sassolino che l'ha infastidita. Guarda con attenzione: "ECCO DOVE
ERA FINITO QUELL'INSETTO MALEDETTO. MA CHE RAZZA DI INSETTO E'? ...NON
CI POSSO CREDERE. AH AH AH AH!!! MARCO! ALLORA LA MACCHINA FUNZIONA."
Mi afferra con due dita e mi avvicina al suo immenso viso. "ACCIDENTI
COME PUZZI DI PIEDI. AH AH AH. TI AVEVO SCAMBIATO PER UN INSETTO AL
LABORATORIO. PER UN PELO NON TI CALPESTAVO. PENSA COSA AVRESTI PROVATO:
SCHIACCIATO SOTTO IL PIEDE DI UNA RAGAZZA GIGANTE DI SOLI 19 ANNI.".
La mia umiliazione è massima - " aiutami ti prego"- "MI SPIACE NON TI
SENTO. TI SEI DIVERTITO A BALLARE CON ME ?" - "stronza" . "BENE ORA
SARAI IL MIO SCHIAVO, LECCHERAI I MIEI PIEDI E FARAI TUTTO QUELLO CHE
VORRO' IO., ALTRIMENTI TI SCHIACCERO' SENZA PIETA' SOTTO I PIEDI, O
MAGARI TI MANGERO' VIVO." "MA VOGLIO CHE ANCHE FEDERICA SI DIVERTA CON
TE, DEL RESTO LA MIA SORELLINA HA GIA' 15 ANNI.
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